Macchina di Santa Rosa e beni culturali, risorse per il territorio: l’opinione di Meloni e Sgarbi

06 Settembre 2015 Autore :  Marco Pompilio

In occasione del trasporto di “Gloria”, abbiamo chiesto all’onorevole Giorgia Meloni ed al critico d'arte Vittorio Sgarbi l’importanza che rivestono le testimonianze della nostra civiltà, i beni culturali, nell’essere anche risorsa economica per il territorio prendendo spunto proprio dal grande evento.


Per il trasporto della Macchina di Santa Rosa Viterbo era gremita, con tutti gli indotti che può portare un evento del genere. Investire sulla tradizione, quindi? “Assolutamente sì. In epoca di globalizzazione, per intenderci e semplificando, su tutto quello che i cinesi non ci possono copiare”, ha affermato l'onorevole Meloni.
Anche per i giovani eventi come questo possono aiutare il Paese? “Sono l’unica cosa che può aiutare il Paese”, ha risposto Giorgia Meloni, che poi ha continuato così: L’unico vero petrolio che noi abbiamo, l’unica vera ricchezza che abbiamo sono i 2000 anni di storia che ci portiamo dietro. Da una parte ci fanno essere tanto stanchi rispetto ad altre nazioni che sono più intraprendenti, che hanno più voglia di fare, ma dall’altro abbiamo un patrimonio che non ha nessun altro. O noi capiamo che si investe su questo  o se noi pensiamo di poter competere sulla quantità, sull’innovazione senza che sia legata all’identità, alla tradizione siamo già destinati a scomparire. Essere un’Italia in un’Europa che investe sulla propria identità, sulla propria cultura che non ha paura di difendere le proprie radici greche, romane, cristiane”.
Giorgia Meloni si sente “viterbese acquisita” ed  ha visto anche la Macchina in mostra ad Expo. C’è l’impronta del nostro vissuto, della nostra storia, qui. “Questa macchina, questo trasporto, questa manifestazione  è un patrimonio dell’Unesco e quindi lo sanno quanto vale ma spesso non lo si sa in Italia. Spesso se lo chiede agli Italiani non sanno cos’è la Macchina di Santa Rosa. È il nostro problema”.

Si parla tanto di beni culturali, come risorsa ma… sembra ci sia ancora da fare sia  a livello di presa di coscienza sia livello di tutela, conservazione e valorizzazione.

Sono  testimonianze di vissuto e civiltà, anche ad Expo una nostra Macchina in mostra, ulteriore plauso all’importanza di questo patrimonio viterbese che deve essere conosciuto dal mondo: “Viterbo è l’unica città che ha avuto la consapevolezza del suo simbolo”, ha detto il professor Vittorio Sgarbi, “simbolo forte della città” che quindi fa anche parte di altro.
I beni culturali come risorsa? “Ovviamente lo sono, anche se sono più detti che visti. Nel senso che oggi sono stato a Palazzo Chigi, a Soriano nel Cimino e si è vista lì una cosa che in parte è stata recuperata ma le condizioni di abbandono prevalente sono il segnale di un’incapacità di amministrazione generale del patrimonio di molti anni, che ha evocato il patrimonio come simbolo ma non  ha inteso la capacità di poterlo far vivere”. Aggiunge Sgarbi: “Alcuni corpi che sono letteralmente morti  fanno pensare alla dispersione del patrimonio la cui valorizzazione fondamentale intanto è la migliore conservazione; una cosa ben conservata è valorizzata per sempre”.
Bisogna essere coscienti, quindi, di questo patrimonio. L’esempio che dà il professor Sgarbi è cristallino: “Una donna bella, si valorizza tenendosi bene, se si abbandona, è poco valorizzata. Quindi non c’è la valorizzazione di qualcosa di cui tu non hai nozione, conoscenza e volontà di conservazione”.

Il Punto Della Situazione

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Direttore responsabile: Marco Pompilio

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