Chi ne era in possesso non ha saputo dare chiarimenti: ben 21 testi del 1700 e 1800 sono stati messi sotto sequestro. Sono tanti i casi di beni culturali che vengono trafugati o finiti fuori dal legittimo  luogo di conservazione ma fortunatamente ritrovati dalle forze dell’ordine.

Si è svolta al Tribunale di Viterbo un’udienza per far luce sul caso degli affreschi di Palazzo Spreca, le 14 “Virtù profane” che stavano per essere vendute all’asta alla Biennale dell’antiquariato di Roma ma, dopo essere state identificate da un esperto, sono state poste sotto sequestro dalla Procura di Viterbo: non dovevano essere lì ma nel luogo opportuno di conservazione.

Una copia dello Statuto del 1373 di Bagnoregio era finita chissà come in un catalogo di aste. In seguito alla denuncia di uno studioso, la Procura di Viterbo si è mossa con tempestività ponendo sotto sequestro l'antico volume.

Grazie ad un delicato lavoro della Procura di Viterbo, l’opera è tornata al suo posto nella Palazzina Gambara. Era dal 2008 che il quadro del XVIII secolo - di autore ignoto - raffigurante Federico Marcello Della Rovere non stava più a Villa Lante ed è stata restituito ieri, 12 febbraio 2016.

Le suore Clarisse lasceranno il monastero di Santa Rosa, oggi sono arrivate le prime due Alcantarine. Le Clarisse, oggi in tre nel monastero, per secoli hanno custodito i beni e le reliquie del monastero ma a quanto pare l’avvicendamento con le altre suore ormai è cosa fatta. Il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini ci ha spiegato il suo punto di vista riguardo l’importanza che rivestono suor Annunziata Campus e le altre Clarisse per il tessuto sociale e culturale della città e l’importante ruolo di custodi del patrimonio culturale.

Le Alcantarine succedono alle Clarisse al monastero di Viterbo, dove sono custodite le reliquie della Santa e dove c’è un importante patrimonio documentario. Era previsto entro il 15 dicembre l’avvicendamento, che avviene dopo una permanenza delle Clarisse di ben oltre settecento anni.

Quale destino per il patrimonio culturale di Santa Rosa, custodito a lungo dalle Clarisse? Una ricchezza culturale preziosa, quella dei beni culturali del monastero di Santa Rosa; c’è un inventario in corso curato anche dalla Procura. Il procuratore capo Alberto Pazienti ha scritto pochi giorni fa al cardinal Joao Braz De Aviz – prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica -, vertice del dicastero della Santa Sede che si occupa degli istituti religiosi, segnalando che c’è un inventario in corso dell’importante patrimonio documentale custodito da secoli dalle Clarisse e proponendo una proroga di almeno di un anno in virtù anche dell’inventario in questione.

In via del tutto straordinaria è stata messa in mostra l’opera a Palazzo dei Priori, dipinto che tornerà alla chiesa di Santa Rosa. Si è svolta in Comune la conferenza stampa sul recupero del quadro effettuato dalla Procura e restaurato dal Laboratorio provinciale, quadro che raffigura la Santa e risalente al 1600.

Una campana bronzea  mille ottocentesca è stata affidata dagli agenti della Polizia giudiziaria al Museo Rossi Danielli di Viterbo oggi, 12 agosto 2015. Recuperata dagli uomini del procuratore capo Pazienti nel corso delle attività, verrà esposta al museo civico con altre campane antiche lì conservate ed alla consegna era presente anche il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini.

Ormai sono andati o quasi, gli affreschi quattrocenteschi sulla facciata del palazzo in via San Leonardo a Viterbo: presi a colpi di mazzetta durante una ristrutturazione. Quasi tutti, perché l’opera è stata interrotta quando la Procura ha sequestrato lo stabile.

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Il Punto Della Situazione

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