Riforme costituzionali, il ministro Boschi a Viterbo con il “Centro studi Aldo Moro” - FOTO

26 Settembre 2016 Autore :  M.P.

VITERBO –  Una due giorni quella del Centro studi Aldo Moro ricca di presenze di spicco:  a Viterbo il ministro Maria Elena Boschi ha spiegato le ragioni per votare sì al referendum. Un tutto esaurito alle Terme Salus, introdotto dal segretario provinciale PD Andrea Egidi e dal vice sindaco di Viterbo Luisa Ciambella e moderato dall’onorevole  Giuseppe Fioroni lo scorso 24 settembre 2016.
Si vola sulle note di “Un amore così grande” interpretata da Francesco Renga, per la convention “Cambiare l’Italia, cambiare l’Etruria” voluta dall’onorevole Giuseppe Fioroni tra slides di politici di spicco della DC con Aldo Moro in primis e poi don Sturzo, Fanfani, De Gasperi   tra gli altri e poi immagini di Papi dalla grande forza come Giovanni Paolo II e Papa Francesco. Il ministro  per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento con delega all'attuazione del Programma di Governo Maria Elena Boschi al meeting di Viterbo ha spiegato di fronte ad una platea di oltre 500 persone le ragioni per votare sì al referendum. Tra i presenti, il consigliere regionale Enrico Panunzi, molti consiglieri comunali di Viterbo tra cui Marina Minchella, Cristian Scorsi e Donatella Bizzarri del PD Presente anche il vicesindaco di Chieti Chiara Lanari; hanno introdotto l’evento il segretario provinciale PD Andrea Egidi ed il vice sindaco di Viterbo Luisa Ciambella.


“Oggi è una giornata importante. Come centro studi Aldo Moro abbiamo scelto una data, non a caso: oggi, cento anni fa, nasceva Aldo Moro” proseguendo “dai suoi valori si deve ripartire”, ha affermato Ciamabella.. Un plauso al sindaco Michelini che è in in prima fila, quello fatto dal vice sindaco di Viterbo Luisa Ciambella, introducendo l’incontro. La consegna di una chiave con la riflessione di Enzo Bianchi “La memoria del passato è la riflessione del futuro” è stata data ai partecipanti.
Il segretario PD Viterbo dice la sua: “Quando io faccio un iniziativa con Fioroni, il mio fisico reagisce in qualche modo”,ha detto Egidi, riferendosi ad un suo stato più o meno di raffreddore nel quale la voce, però, non se ne sia andata. Comunque, per il segretario PD  il clima sul referendum salirà, e “c’è reazione molto dura da parte di chi vuole argomentare le ragioni del No”.
Poi, il vice sindaco di Viterbo Ciambella, moderando l’incontro, ha dato una messa a fuoco:“Come centro studi Aldo Moro abbiamo scelto una data non a caso: oggi, cento anni fa, nasceva Aldo Moro”: così Ciambella ha sottolineato l’importanza ulteriore del convegno, nel centenario della nascita grande politico ucciso dai brigatisti.
 “Oggi proprio quelli che parlano di cambiamento, non lo hanno fatto ma oggi criticano un lavoro di sintesi, difficile, un lavoro parlamentare del quale non oso immaginare la difficoltà viste le nostre piccole difficoltà in consiglio comunale che però sono il frutto di un lavoro importante”. Per Ciambella, di tempo ne abbiamo perso per passare al nuovo cameralismo al fine di stare al passo con gli altri Paesi.
La Boschi ha ricordato come la campagna referendaria spesso abbia avuto toni anche accesi: “Si è sentito dire che il referendum avrebbe riguardato i valori, i principi fondamentali della nostra costituzione che secondo alcuni venivano messi in discussione dalla riforma costituzionale votata dal Parlamento”, ha detto Boschi ponendo in rilievo che “basta verificare leggendo la riforma costituzionale che il Parlamento ha approvato per vedere che non è vero, perché dall’articolo 1 all’articolo 54 niente viene cambiato”.
Non è stato cambiato nulla dei principi fondamentali dei diritti e dei doveri e che votando non si toccherà la legge elettorale, ha spiegato Boschi:  “Votando sul referendum non voteremo sull’Italicum”, anzi la Corte costituzionale sarà chiamata a valutare al riguardo. Neppure verranno aumentati i poteri del presidente del Consiglio e del Governo, ha spiegato il ministro, anche se qualcuno sostiene il contrario. Così anche chi vorrà votare contro il PD lo farà alle politiche 2018, non con il referendum.
Cosa ci sarà scritto sulla scheda, il giorno del referendum che sarà il 4 dicembre? “La domanda che troveremo nella scheda, il quesito referendario, che peraltro non ha deciso il Governo ma la Corte di Cassazione – ha detto il ministro Boschi – che ammette il quesito referendario, riprende né più né meno il titolo della Legge costituzionale. Quello che davvero cambiamo con questa riforma: quello che tutti noi dovremo  decidere con un sì o con un no. Troveremo scritto nella scheda in modo molto chiaro se vogliamo o meno confermare la Legge approvata dal Parlamento che prevede il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle Istituzioni, della politica, l’abolizione del CNEL e la revisione del titolo V, quindi l’abolizione delle Province ed un nuovo rapporto tra Stato e Regioni. Questo è l’oggetto del referendum”.
C’è da fare una considerazione: al meeting c’è il riscontro di presenze di quelli frutto di una Democrazia cristiana militante magari d’altri tempi ma che oggi sanno essere partecipi e attivi. La sala dell’Hotel Salus era colma, ogni oltre limite, in molti sono dovuti rimanere fuori, per sentire la Boschi e per voler partecipare. Un tutto esaurito.

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